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Con "La buteghe da coperative" di Paluzza hai un amico in più

 

Il sole del mattino tenta con impegno di riscaldare le case del paese, strette l’una all’altra per proteggersi più efficacemente dal freddo invernale, ed intanto buca la leggera foschia stesa nell’aria, sfilacciandola col progressivo vigore dei suoi raggi. Le lampade accese all’interno di un bar attraggono un avventore che ha appena ritirato un giornale dal mucchio posato davanti all’edicola ancora chiusa, una finestra sbadiglia spalancandosi sulla piazza silenziosa, un furgoncino raccoglie due operai infreddoliti che lo stavano attendendo sotto le arcate del Municipio. L’eco di un latrato svanisce nel rombo di una macchina che passa veloce, i rumori della vita che riprende si fanno sempre più distinti: inizia un’altra giornata di lavoro per Paluzza e i suoi mattinieri abitanti. Novembre si accinge ad accomiatarsi col suo repertorio di corte giornate grigie e di paesaggi spogli. Si avvicina a grandi passi dicembre, vestito di luci e di magia del Natale, e la "Buteghe da Coperative", al pari di qualsiasi altra attività commerciale del paese, vive giornate intense e a tratti frenetiche, tutte dedicate alla ricerca di idee originali che mettano in evidenza i prodotti destinati alla vendita, il cui quantitativo da sistemare con effetto allettante negli scaffali e nelle vetrine si moltiplica in prossimità delle feste. La giornata che sta per iniziare richiederà un impegno supplementare perché è previsto l’arrivo di due camion dei fornitori settimanali e ciò significa che Mauro Unfer e il suo stato maggiore di leggiadre collaboratrici avranno pochi momenti per tirare il fiato.

Lo abbiamo appena nominato ed eccolo qui, Mauro, che apre il negozio, precedendo di circa mezz’ora l’entrata in azione delle signore addette a far marciare la complessa macchina del supermarket, oliandola con la grazia del comportamento e la competenza professionale. Mauro accende le luci, avvia i computer, stabilisce il collegamento con la cassa, poi si dedica alla preparazione degli ordini più urgenti. I suoi movimenti denotano la meccanica disinvoltura della lunga pratica, ma l’attenzione, soprattutto al momento di ripristinare i collegamenti tra cassa e computer, è sempre vigile perché un passaggio sbagliato, anche se di relativa gravità, potrebbe costare tempo prezioso da dedicare al ripristino delle procedure esatte.

A questo punto diamoci un tantinello di arie e ricorriamo al "flash-back", come talora fanno gli sceneggiatori del cinema o della televisione.

Mauro Unfer nasce nel 1959 e a diciannove anni, al termine degli studi superiori sostenuti a Pordenone, si diploma perito chimico specializzato in impianti industriali. La sua media d’esame è molto lusinghiera, tanto che l’Agip, da sempre attenta ad adocchiare giovani promesse in possesso di promettenti requisiti nel campo della ricerca, inserisce il suo nome in una lista di giovani diplomati da inviare nel Golfo del Messico per lavorare sulle piattaforme petrolifere. In alternativa, Mauro può decidere di frequentare la facoltà di ingegneria nucleare presso l’Università di Padova. Quanti ragazzi, fermi sulla soglia della vita da adulto per raccogliere le idee e programmare il futuro, non vorrebbero trovarsi di fronte ad una facoltà di scelta così allettante? Meglio puntare sul sicuro e fregiarsi alla fine del prestigioso titolo di ingegnere, oppure avventurarsi nello stimolante mondo della ricerca industriale in siti lontani, gomito a gomito con persone provenienti da realtà nuove e culturalmente affascinanti? Le titubanze di Mauro durano il tempo che occorre per imboccare, senza alcun tentennamento, una terza via: far domanda di assunzione nella sede centrale della Cooperativa Carnica! Grazie all’esperienza accumulata nelle tante estati trascorse a "far la stagione" in alcuni negozi di alimentari di Lignano Sabbiadoro, egli è assunto con la qualifica di commesso "volante" (con questa fantasiosa definizione si indicavano i dipendenti della Coopca che avevano le mansioni di sostituire colleghi delle varie filiali assentatisi per causa di ferie o di malattia). La decisione di Mauro può apparire per certi versi sconcertante, ma solo se non si tiene conto del suo grande desiderio di trovare un lavoro che gli permetta di abitare a Timau, dove vivono i suoi più cari affetti, e di raggiungere al contempo l’indipendenza economica. E’ vero che fare il "commesso volante" comporta frequenti spostamenti di sede di lavoro, anche in posti disagiati, perché non sempre si è così fortunati di essere chiamati a Tolmezzo o a Paluzza, ma Mauro raramente recrimina sulla lontananza o sulle incomodità delle destinazioni assegnategli, dal momento che questi inconvenienti erano ampiamente noti, e quindi accettati, all’atto di iniziare la collaborazione con la Coop.

Ben presto Mauro recupera il tempo trascorso lontano dal suo paese d’origine, durante i lunghi anni passati in collegio a Pordenone, e comincia a cimentarsi nei primi scritti che riguardano Timau, il suo dialetto, le sue tradizioni. Con altri amici altrettanto appassionati della storia socio-culturale del paese, il dinamico giovanotto partecipa attivamente alla costituzione di Gruppi e Circoli che trattino di Timau e dei suoi grandi tesori storici, arrivando meritatamente a ricoprire cariche di indiscusso rilievo al loro interno. Le sue energie migliori vengono comunque profuse nell’espletamento dei suoi compiti di commesso, L’incarico si protrae fino al 1986, allorché egli è posto di fronte al primo dei due dilemmi che decideranno il suo percorso di vita e di lavoro nei quadri della Cooperativa carnica.

In quell’anno, il Direttore della Società gli chiede di scegliere tra le mansioni di direttore di supermercato o di gestore dello spaccio nr. 29 di Paluzza.

E’ obiettivamente una proposta che lusinga ed impensierisce allo stesso tempo, poiché contiene non pochi pro e contro, dei quali conviene eseguire un’attenta analisi. Dopo qualche giorno di riflessioni, Mauro matura la consapevolezza che la decisione finale non dipende da considerazioni di carattere venale o carrieristico, bensì dalla sua capacità di resistere nel tempo ad un profondo mutamento delle sue abitudini e delle sue priorità affettive. Infatti, la nomina a direttore di supermercato è prestigiosa, promette un adeguamento economico di tutto rispetto, ma è subordinata al cambio di sede ogni quattro-cinque anni; gestire la filiale di Paluzza, invece, comporta un’accettazione di responsabilità nettamente maggiori, non è altrettanto remunerativa della precedente, però consente di continuare a vivere a Timau, in casa propria ed a stretto contatto con i tanti amici e compagni di escursioni nel mondo della cultura e dell’informazione. Ritornando con la memoria alle motivazioni che avevano determinato nel 1978 la scelta di vita di Mauro, è quasi superfluo specificare che anche stavolta le ragioni del cuore hanno la meglio su quelle della razionalità, confermando il saggio aforisma di Pascal: spesso il cuore ha ragioni che la ragione non conosce…..

Mauro decide dunque di rilevare la gestione dello spaccio di Paluzza e mette immediatamente mano ad alcuni cambiamenti, sia strutturali che di miglioramento delle attrezzature, a suo giudizio necessari per incrementare le vendite. La mossa si rivela azzeccata, la clientela aumenta in maniera esponenziale e traina il giro d’affari verso livelli ragguardevoli.

La gestione dello spaccio di Paluzza si protrae per diciotto, costruttivi anni, con soddisfazione reciproca.

Intanto Mauro, nel 1994, ha condotto all’altare Antonella, la dolce donna della sua vita, che nel 1997 lo rende felice padre di una splendida bimba, Valentina, la futura talentuosa stella del cross regionale, mentre l’altro tesoro di casa Unfer, l‘irresistibile cucciolo Simone, nasce nel 2002.

Nel 2004 il destino mette Mauro di fronte ad un’altra dilaniante alternativa. Succede che la Direzione generale della Cooperativa, perseguendo la politica di gestire direttamente soltanto i grandi supermercati (mentre i piccoli vengono offerti ai dipendenti a qualsiasi titolo che accettino di assumersene la responsabilità diretta -equiparandosi in tal modo a dei privati diventati gestori ed unici responsabili dell’esercizio commerciale-) interpelli anche il suo rappresentante di Paluzza, chiedendogli se abbia qualche interesse a rilevare e ad amministrare in proprio, con tutti i rischi economici annessi e connessi, la sede di cui egli è da tanto tempo il curatore. Questa volta Mauro non deve interrogare soltanto se stesso circa la scelta da operare; ha una famiglia a cui pensare e perciò non è facile lanciarsi in una nuova sfida senza prima aver minuziosamente vagliato gli aspetti positivi e quelli negativi presenti nella proposta. Certo, la concreta logica paesana consiglierebbe di continuare a fare il dipendente con lo stipendio sicuro, ma Mauro pensa in grande ed è seriamente tentato di intraprendere quella nuova, intrigante avventura. Mi butto, non mi butto…in capo ad una tonnellata circa di ragionamenti, Mauro, coraggiosamente spalleggiato da Antonella che ha tanta fiducia nelle capacità imprenditoriali del marito da rivelarsi convinta assertrice dell’opportunità di tentare il gran salto, rompe gli indugi e diventa proprietario della Cooperativa di Paluzza, costituendo una ditta individuale ed esponendosi in maniera piuttosto robusta anche dal lato economico. Con l’assunzione del nuovo "status" arriva anche il momento di rifare il belletto al negozio: sarà incrementato il corredo delle attrezzature in modo essenziale e mirato, verrà ampliato l’assortimento dei prodotti e i prezzi al consumo subiranno un abbattimento del 5% medio. Viene perciò rinnovata la dotazione di frigoriferi, congelatori, bilance, affettatrici, scaffalature e si dota la cassa di uno scanner, un dispositivo indispensabile nel commercio moderno; il complesso degli articoli di merce posti a disposizione del pubblico viene robustamente potenziato, privilegiando prodotti tipici della terra di Carnia (qualche esempio: miele, grappe, biscotti, marmellate, succhi di mela, liquori assortiti, pane fornito da ben quattro panifici, grissini, formaggi freschi e stagionati, insaccati affumicati tra i quali spiccano quelli di Flavio Mentil, il norcino di Timau, e così via) e della regione austriaca della Carinzia; vengono, come detto, diminuiti i prezzi anche del 5%, sempre mantenendo, è pacifico, una linea di assoluta correttezza gestionale nel campo della concorrenza. Il ricorso a queste misure, l’abilità di gestore di Mauro formatasi sul campo a partire dal 1979, la congiuntura economica favorevole, permettono al nuovo, intraprendente imprenditore di navigare ben presto col favore del vento, al punto dover assumere tre nuove impiegate, in aggiunta a quella già presente.

La breve incursione nel passato termina qui, riprendiamo a parlare dell’oggi. Le ore otto sono scoccate da qualche secondo e troviamo le impiegate già affaccendate nel disbrigo delle loro incombenze specifiche. La nuova giornata di lavoro è di fatto iniziata.

Mara, la pacata, cortese cassiera sempre sorridente, che possiede il raro dono di far sentire amici di famiglia i clienti abituali e caldamente benvenuti quelli occasionali, si è già assisa dietro il registratore di cassa. I suoi movimenti sono sobri e precisi: del resto non potrebbe essere altrimenti, dal momento che vanta un’anzianità di servizio ultratrentennale nella Cooperativa (è doveroso precisare che il termine "anzianità" ha rapporto esclusivamente con gli anni di lavoro della signora, non con il suo aspetto estremamente giovanile). Mara lancia un veloce sguardo agli scaffali posizionati in prossimità della sua postazione e mentalmente anticipa l’arrivo, l’indomani, del rappresentante di detersivi, profumi, lacche, dentifrici e prodotti similari: a quel punto, lei, aiutata da Francesca, dovrà preoccuparsi di sistemare velocemente al posto giusto la merce ordinata, badando nel contempo alla cassa. Ma ecco arrivare il primo cliente che ha già fatto la spesa e adesso deve pagare. Mara allontana il pensiero del fornitore, sfoggia il suo caratteristico sorriso dolce e pigia veloce sui tasti del registratore, occupandosi anche di riporre ordinatamente nell’apposita borsa di plastica i generi acquistati. Da un angolo alla sua destra fa capolino un viso dall’espressione aperta e simpatica, sul quale si apre un contagioso sorriso a volte tenero, a volte sbarazzino, quasi fanciullesco: è Francesca, la flessuosa Francesca, che sta ultimando le pulizie del negozio. Subito dopo dovrà controllare che lo scaffale delle bibite sia colmo in ogni settore ed eventualmente provvedere al rimpiazzo delle bevande mancanti. Intanto davanti al banco dei salumi due signore, puntuali all’apertura del supermercato come due pendole svizzere, si scambiano confidenze a mezza voce, attendendo che Brunella finisca di tagliare fette sottili dal grosso involucro di prosciutto crudo da loro prescelto. Brunella è una vivace ragazza mora (che l’abbiano chiamata così, papà e mamma, per celebrare il colore dei suoi capelli?), gentile e cordiale, con due occhi grandi ed oltremodo espressivi. Ha già preparato il suo banco, togliendo le pellicole che coprono i vari tagli e asportando la prima fetta che durante la notte si è ossidata. Preparato l’involto con il prosciutto, è passata ad affettare un invitante salame affumicato e le sue mani corrono leste perché deve ancora terminare di controllare le date di scadenza dei latticini, del latte e dei suoi derivati e degli altri prodotti caseari allineati nel loro banco frigo, compito interrotto dall’arrivo delle clienti. Accanto a lei, la sua collega Rita, una giovane donna tranquilla e misurata, dal sorriso dolcissimo che le illumina il viso incorniciato, come Mara, da lisci capelli biondi, ha appena finito di distribuire le varie forme di pane negli appositi scomparti e di liberare dalla loro pellicola protettiva i vasti assortimenti di formaggi e prodotti di gastronomia. Stamattina, al banco dei salumi lavora anche Diego, un personaggio unico nel suo genere, un concentrato di simpatia e competenza frutto di una vita trascorsa a servire clienti nella Cooperativa Carnica. Abbiamo specificato "stamattina" perché Diego arriva a Paluzza da Ampezzo nei periodi di maggiore affluenza degli acquirenti in "buteghe", periodi fra i quali rientra ovviamente quello dell’imminente Natale.

Mauro, frattanto, destreggiandosi nel suo minuscolo "ufficio" incuneato fra lo scaffale della verdura e la parete di fondo del negozio, ha già sbrigato un paio di noiose pratiche burocratiche e si accinge a tracciare il programma della giornata. L’affluenza dei clienti si è fatta più sostenuta. Qualcuno, dopo essersi soffermato a prelevare una confezione di yogurth, un cartone di latte, un panetto di burro oppure qualche latticino nel capace banco-frigo vicino all’ingresso, risale lentamente il corridoio che separa due scaffali colmi di dolciumi, torte, biscotti, merendine ed altri preparati per colazione o merende; un signore curvo in avanti , gli occhi quasi incollati al ripiano, sta esaminando il campionario dei liquori bottiglia per bottiglia (e prezzo per prezzo), ma è indeciso in quanto alla scelta e sul suo viso passano come nuvole veloci il desiderio e il dubbio; dietro di lui, un’ anziana nonnina aspetta pazientemente di passare con il carrello, poi finalmente si fa coraggio e mormora una parola di scusa, passa, afferra svelta due confezioni di carne per cani e si dirige risoluta verso lo scaffale dei succhi di frutta; un giovanotto e la sua ragazza (si parlano tanto teneramente…) stanno decidendo cosa mettere in tavola per pranzo tra le offerte che propone la vetrina delle pietanze surgelate; una piccola folla si è radunata davanti al banco del pane e dei formaggi, spostandosi ad ondate progressive, dopo essere stata servita, verso l’angolo dei salumi e dei prosciutti, per approdare infine davanti allo scaffale della verdura. Lentamente si forma una coda alla cassa, dove Mara ha una riposta ed un commento scherzoso per tutti, mentre registra gli acquisti, incassa, corrisponde il resto e sistema la roba nei sacchetti. Ecco che una mamma con bambino le chiede se per favore può confezionare un pacco-regalo di un dopobarba: Mara sollecitamente si mette all’opera, sostituita alla cassa da Francesca materializzatasi all’improvviso come per magia, quasi avesse spiato il momento giusto per comparire. Ed invece Francesca aveva appena terminato di congelarsi le mani riponendo nella vetrina di competenza circa quaranta confezioni di prodotti surgelati scaricati poco prima dal furgone del trasportatore, poi si era fatta un giro per tutto il negozio, controllando le date di scadenza dei prodotti non di pertinenza delle colleghe ed accertandosi che non ci fossero "buchi" negli scaffali e nelle vetrine di esposizione, compilando infine un accurato resoconto dei controlli effettuati, da consegnare a Mauro. Quest’ultimo getta un’occhiata veloce alla lista compilata dalla sua collaboratrice e poi la ripone nella cartella "Evidenza": la riprenderà al momento di compilare gli ordini da passare ai fornitori, cioè al rientro dal suo giro di consegne giornaliere a domicilio. Questa incombenza, che Mauro si è volontariamente assunto per favorire i clienti anziani disagiati di Timau, Paluzza, Rivo, Naunina, Treppo e Tausia, non si limita al semplice recapito dei generi alimentari richiesti, ma spesso comprende anche l’acquisto di giornali o di medicinali.

Scherzosamente si potrebbe dire, parafrasando Orwell, che tutti i clienti sono uguali, ma che alcuni sono più uguali degli altri….

Il banco dei salumi è temporaneamente sgombro di acquirenti, cosa abbastanza inusuale, e Brunella ne approfitta per passare un ordine ad un rappresentante appena giunto, lasciando il solo Diego ad affrontare gli eventi. Ecco che arrivano due clienti e l’uomo è pronto a servirli. Ne arrivano altri due, ma stavolta Brunella ha fatto in tempo a riguadagnare la sua postazione dietro il banco e così i nuovi arrivati non fanno neanche un secondo di attesa. In quel preciso istante, con stupefacente sincronismo, Rita e Francesca si dirigono verso l’esterno del negozio. Neanche si fossero dati appuntamento, sono arrivati contemporaneamente il camion della Coopca ed il furgone di frutta e verdura. In base alle rispettive incombenze, Francesca si occuperà dello scarico delle merci arrivate dai vari fornitori collegati con la Cooperativa carnica, mentre Rita, temporaneamente sostituita al suo banco da Brunella, provvederà a ritirare gli attesi prodotti ortofrutticoli. Senza voler assolutamente stabilire graduatorie di maggiore o minore onerosità dei compiti individuali, è giusto sottolineare che Francesca, in rapporto a Rita, ha indubbiamente la mansione più impegnativa, se non altro per il fatto che il camion della Cooperativa, proprio perché trasporta articoli di commercio inviati da vari fornitori, è molto più stivato dell’automezzo inviato dal grossista di frutta e verdura, per cui "Franci", ogni volta, tira giù dai dieci ai quindici "roll" (gli alti carrelli di maglie di ferro, muniti di ruote). Ma intanto le due zelanti fanciulle non hanno perso tempo e stanno abilmente svuotando i due automezzi del loro contenuto. Con encomiabile sveltezza, Rita ha scaricato tutto il quantitativo di frutta e verdura e lo trasporta all’interno del supermercato, per esporlo nello scaffale. Francesca impiega logicamente più tempo per scaricare la merce arrivata dalla Coopca, poi finalmente anche il suo camion può ripartire. Ma questa è soltanto la prima parte dell’intera operazione: adesso Francesca trasporta i roll in magazzino e li svuota, disponendo gli articoli in maniera da avere subito ben chiara la giacenza a disposizione, necessaria precauzione in vista del successivo ordine. Rita, che ha portato a termine il suo impegno, è già ritornata dietro la sua sezione di bancone e sta rispondendo alle compite domande di un’attempata coppia molto interessata alla preparazione delle olive ascolane e al tipo di ingredienti utilizzati. L’interessante esposizione è interrotta dall’arrivo di Klaus, il bravo panificatore-pasticciere della confinante Mauthen, che rifornisce periodicamente la "Buteghe" di Paluzza di pane nero, caratteristiche torte, pasticceria al minuto ecc. Rita ritira il pane e le allettanti creazioni dolciarie, che vengono esposte in bella vista nella vetrina appropriata. Mauro, frattanto, è da poco rientrato dal suo giro di consegne, ha preparato gli ordini per il giorno seguente e adesso sta parlando rapidamente al telefono con un giornalista suo amico della prossima uscita del nono volume dei "Quaderni timavesi", un’impegnativa raccolta di notizie storiche, sociologiche e culturali sulla Timau di ogni tempo.

Abbiamo velocemente descritto come si comportano le ragazze quando arrivano i camion dei fornitori: è il momento adatto per dare un’occhiata forzatamente parziale, data la mole dei rifornimenti, al calendario della ricezione merci in uso presso la "Buteghe da Coperative" di Paluzza.

Lunedì:

latte Carnia;

Caseificio Sutrio;

Garlatti (carta, sacchetti, vaschette ecc.);

Rugo (latticini);

Macellerie riunite;

Martinelli (frutta e verdura);

Ferrero (cioccolatini, merendine, dolciumi vari ecc.);

Vismara (salumi);

Venfri (gastronomia, tortellini, yogurth ecc.);

 

Martedì:

Caseificio Sutrio;

Galbani (latticini);

Martinelli (frutta e verdura);

Tomini (biscotti, sughi, pelati, scatolame legumi ecc.);

Foschiani (formaggi e salumi);

Reginato (detersivi);

Barilla (pasta);

De Marchi (biscotti locali, strudel torte ecc.);

 

Mercoledì:

latte Carnia;

Caseificio Sutrio;

Surgelati;

Danone (yogurth);

Zanini (salumi, formaggi);

Camion Coopca (con tanta roba);

 

Giovedì:

Venfri (gastronomia: insalata di mare, nervetti, olive ascolane, baccalà, sgombro, crocchette di patate, frittura marinata ed altre prelibatezze);

Martinelli (frutta e verdura);

Reginato (detersivi, profumi);

 

Venerdì:

latte Carnia;

Caseificio Sutrio;

Galbani;

Martinelli;

Cucina nostrana (gastronomia);

Vismara (salumi);

Reginato (profumi, lacche, dentifrici);

camion Cooperativa carnica.

 

Chiediamo scusa ai lettori eventualmente infastiditi dalla lunghezza dell’elenco, ma crediamo che parlare, anche se per sommi capi, della Cooperativa di Paluzza significhi accennare a tutte le sfaccettature della sua realtà.

Si sono fatte le 12.30, è ora di staccare per il pranzo. Gli ultimi tre clienti sono appena usciti. Brunella, Diego e Rita sistemano il loro banco, Mara chiude la cassa e Francesca dà un’ultima ripassata al magazzino. E’ tutto pronto per la pausa pomeridiana e le cinque colonne portanti del negozio escono tra un coro di saluti, lasciando Mauro a districarsi tra assegni, fatture, rendiconti bancari e ordinativi, tutta roba burocratica che egli odia cordialmente. Più tardi andrà a casa anche lui.

Alle 16.00 si riapre. Nel pomeriggio in negozio sono presenti soltanto Mara e Brunella, perché Rita, Diego e Francesca lavorano part-time, salvo particolari periodi (agosto o imminenza delle grandi festività) in cui la loro presenza è necessaria per l’intera giornata. Mara si accomoda sul suo sgabello dietro la cassa, effettua le usuali operazioni di riaccensione dell’impianto, poi passa a controllare se si è aperto qualche "buco" nello scaffale degli articoli da toilette maschili e femminili alloggiato alle sue spalle. Brunella, dal canto suo, ha già preso possesso dell’intero bancone adibito allo smercio di pane, formaggi, salumi e gastronomia: praticamente è lei la padrona di casa di metà supermercato, quando mancano Rita e Francesca. Prende nota con occhio infallibile delle quantità dei formaggi e dei salumi venduti in mattinata e procede a ricostituirne la giusta dotazione in vetrina, ultimando il suo lavoro in coincidenza con l’arrivo del primo cliente, cui seguono altri, uomini e donne, con frequenza da ritmi bassi, cosicché Mara e Brunella non devono dannarsi l’anima per evitare fastidiose lungaggini ai visitatori. Mauro sta facendo la spola tra il magazzino e il computer, verosimilmente impegnato nella compilazione di ordini vari da diramare ai fornitori. Ogni tanto interrompe la sua attività per rispondere al telefono ed osservandolo attentamente, anche da lontano, è possibile capire dalla mutevolezza delle sue espressioni l’indice di gradimento riservato alle chiamate ricevute. Fuori le prime ombre della sera si sono incupite in una oscurità profonda e la gente inizia a rincasare. Il traffico, al contrario, sembra improvvisamente infittirsi, ma si tratta di una fiammata breve, legata all’arrivo di residenti che tornano a casa dai paesi vicini al termine del lavoro. La "Buteghe" adesso è quasi vuota, sono rimaste solo tre persone che passano tra gli scaffali in cerca dei prodotti desiderati. Alla cassa un cliente non proprio di primo pelo, evidentemente convinto di essere un irresistibile simpaticone, sta sciorinando tutto un repertorio di battute insulse, in qualche caso addirittura sconvenienti, accompagnandole con delle risatine pateticamente compiaciute. Forse crede, così facendo, di suscitare l’interesse, qualsiasi esso sia, di Mara la quale, al contrario, non lo degna della minima attenzione: passa sul lettore dei prezzi i prodotti acquistati, batte il totale e solo allora solleva uno sguardo completamente inespressivo, da navigata giocatrice di poker, sul viso del cialtrone, sillabando la cifra da incassare. Smontato da quella voce che arriva direttamente dalla banchisa polare, l’ometto farfuglia qualcosa, paga, insacca la sua roba nel sacchetto e se ne va senza neanche guardarsi intorno. Sono episodi, per fortuna rari, che tutto sommato non rivestono una particolare importanza; praticamente estemporanee manifestazioni di stupidità che Mara liquida con signorile compostezza.

Adesso il negozio è davvero deserto. Mancano cinque minuti scarsi alle 19.30, orario di chiusura serale dell’esercizio. Brunella ha iniziato a rivestire le estremità aperte dei salumi con la pellicola salvafreschezza, poi si dedicherà a porre in condizioni di esatta conservazione i formaggi e i prodotti di gastronomia. In ultimo rassetterà il banco, riservando una particolare cura alla pulizia dei coltelli e dell’affettatrice. Mara, sicura per lunga esperienza che ormai è da scartare l’eventualità che all’ultimissimo secondo arrivi il classico cliente ritardatario, ha già avviato le operazioni di riscontro tra il totale degli incassi indicati dalla macchina e i contanti presenti in cassa. L’attenzione è totalmente puntata sui conteggi, effettuati ogni volta col fastidioso timore che alla fine si evidenzino discrepanze tra quello che c’è e quello che dovrebbe esserci, ovviamente in termini di denaro. Finalmente un sospiro di sollievo: anche stasera i conti tornano, non ci sono stati pasticci. Per la verità non ce ne sono mai, ma come si dice: fidarsi è bene…

E’ davvero giunta l’ora di andare a casa. Le due ragazze scambiano qualche battuta con Mauro, in totale e piacevole rilassatezza. Ascoltandoli, si capisce che nella "Buteghe" si lavora sodo, ma il clima di serenità e di collaborazione che vi regna dimezza praticamente la fatica. Diego, Mara, Rita, Francesca e Brunella non buttano via un minuto del loro tempo, riuscendo magnificamente a conciliare le esigenze organizzative con gli obblighi di cortesia e di sollecita assistenza che rappresentano l’ovvio segreto per offrire ai clienti il meglio che essi possano desiderare. Si aggiunga alla loro grande professionalità il non trascurabile particolare che si distinguono anche sotto l’aspetto estetico ed ecco spiegato, in buona parte, il favore che incontra la "Buteghe da Coperative" di Paluzza. Non defraudiamo, però, del suo giusto merito chi ha seminato tanto e bene per giungere a questo risultato. Parliamo di Mauro Unfer, il proprietario, e lo facciamo comparire al proscenio, a godersi gli applausi degli estimatori, come il regista di uno spettacolo teatrale, cioè per ultimo, dopo tutti gli attori del suo cast artistico. Sei anni fa Mauro ha avuto il coraggio di mettere in gioco quello che si era faticosamente guadagnato fino a quel momento, anche sotto l’aspetto economico, lanciandosi in un’avventura che avrebbe scoraggiato dal tentarla più di un uomo, soprattutto se, come Mauro, sposato e con due figli in famiglia. Mauro ha rischiato, potendo contare, lo ribadiamo, sull’inestimabile appoggio di sua moglie Antonella e fino ad oggi i fatti gli hanno dato sostanzialmente ragione. Grazie alle sue doti di amministratore oculato, di lavoratore infaticabile e di attento conoscitore delle moderne concezioni di mercato, Mauro è riuscito, con il prezioso aiuto di eccellenti collaboratrici (ma saper mettere in campo una squadra altamente competitiva rappresenta ulteriore titolo di merito per il dirigente responsabile…), a tramutare in esaltante realtà quella che nel 2004 poteva apparire per molti versi un’azzardata scommessa. E’ vero che anche la "Buteghe" si trova ogni tanto a dover respingere gli assalti della recessione, in questi tempi di preoccupante crisi economica nazionale ed internazionale. Se bastasse la volontà di abbattere ogni ostacolo con la forza del sacrificio e della dedizione al lavoro, Mauro e la sua minuscola task-force privata non avrebbero problemi a spazzar via dalla loro strada le preoccupazioni; ma non è così semplice, purtroppo, perché in ogni azione umana gioca un ruolo rilevante la fortuna. Ma la fortuna, si sa, bisogna sapersela meritare, bisogna andarla a scovare dove meno te lo aspetti, intraprendendo iniziative che sul momento possono anche sembrare azzardate. Ci riferiamo al passo che Mauro ha deciso di fare ultimamente: dal gennaio di quest’anno, 2012, si è affiliato con l’organizzazione "Amico" di Coopca. Lo slogan scelto, originale e pertinente, è tutto un programma: "con la "buteghe" ora hai un "amico" in più" e vuole significare il desiderio da parte dei gestori di dar vita, in collaborazione con i migliori e più affidabili fornitori, alla linea "Selezione qualità" che offre un’ampia scelta di prodotti locali il più possibile naturali, genuini e freschi. In altre parole: qualità e convenienza sulla porta di casa, il to tornacont su la puarte di cjase. E allora andiamo ad esaminare, in maniera particolareggiata, alcune delle nuove offerte proposte dalla "buteghe da coperative" di Paluzza, specificato che qualsiasi notizia relativa all’esercizio commerciale si può trovare on-line, sul sito www. labuteghe.it

In attesa dell'attivazione della sezione e-commerce di questo sito, è possibile ottenere i prodotti preferiti inviando un ordine: via e-mail (info@labuteghe.it), oppure telefonando al numero0433 775166, che esplica anche le funzioni di fax.

Alla "buteghe da coperative" di Paluzza si possono trovare:

  •  

  • carne fresca di qualità confezionata in vaschette e conservata in ATP (atmosfera protettiva controllata)
  •  

     

  • frutta e verdura
  •  

     

  • prodotti tipici di Carnia & Carinzia
  •  

     

  • pane dei panifici di Timau, Paluzza e Treppo
  •  

     

  • pane nero al cumino, segala, zucca, girasole, sesamo, finocchio, del panificio Klaus di Mauthen, che propone anche gli squisiti dolci della tradizione austriaca come torta sacher, alla ricotta, alle noci, ai frutti di bosco
  •  

     

  • salumi, formaggi, ricotta, burro, yogurt tipici della Carnia
  •  

     

  • succo di mela, biscotti, strudel, marmellate, sciroppi, miele, frico, farina da polenta della Carnia
  •  

     

  • - vasto assortimento dei tradizionali distillati ed elisir dell'antica distilleria Casato dei Capitani di Cabia, dal classico sliwowiz di prugne al distillato di pere fino agli elisir di more, lamponi, frutti di bosco, mirtilli e cumino.
  •  

     

  • bombole Liquigas da 10, 15, 20, 25 Kg.
  •  

     

  • tronchetti per stufe e caminetti.
  •  

In più, ogni settimana la "buteghe" propone interessanti offerte speciali, oltre alla disponibilità di vari prodotti discount. E’ anche funzionante, a richiesta dei clienti, il servizio di consegne a domicilio.

 

Ecco, la breve storia di una giornata in cooperativa è terminata. Adesso nel locale è tutto buio, ad eccezione delle lucine dei banchi-frigo che sembrano tante lucciole. Domani sarà nuovamente tutto un fervore di attività. Mauro e i suoi collaboratori si ritroveranno per un nuovo giorno lavorativo e si rinnoverà la loro intesa umana e professionale, condizione essenziale perché la "buteghe da coperative" navighi sempre in acque tranquille.

Rocco Tedino

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