Ora che finalmente la travagliata gestione della latteria sociale di Timau ha trovato uno sbocco fermo e definitivo, proviamo a ripercorrerne nelle linee essenziali la storia recente, sfrondandola da qualsiasi intento polemico o sensazionalistico.
Partiamo da una data relativamente vicina a noi, dal 9 novembre 1996. L’attività del vecchio e glorioso sodalizio langue, mancano progetti di sviluppo, i rendiconti amministrativi delle proprietà fluttuano in una dimensione fatta di chiaroscuri. La deriva verso la quale sembra avviarsi la latteria preoccupa non poco i soci, i quali si rendono conto che non è più possibile assistere passivamente al lento decadimento di un organismo dal passato prestigioso. E’ giunto il momento di prendere l’iniziativa e tentare di salvare il salvabile.
Considerato che il ricordo dell’ultima riunione del Consiglio di Amministrazione si perde ormai nella notte dei tempi e che gli organi sociali hanno esaurito abbondantemente il loro mandato, il Consiglio direttivo della società, con lettera raccomandata inviata al Presidente Loredano PRIMUS, al collegio sindacale ed al collegio dei probiviri, si autoconvoca all’incontro fissato per il successivo 16 novembre, presso la sala comunale di Timau. Scopo dell’assemblea: esaminare la situazione patrimoniale e procedere al rinnovo delle cariche sociali.
Il sedici novembre 1996, alle ore 15.00, sono presenti al dibattito Alfredo MATIZ, Onelio MENTIL, Velio UNFER, Giovanni EBNER, Luigi UNFER, Tullio MENTIL, Cesarino MATIZ, Massimo PRIMUS, Pierantonio MATIZ, Gaetano MATIZ, Amelio MATIZ e Giovanni UNFER. Il Presidente è assente ed il suo ruolo è svolto dal consigliere anziano Giovanni EBNER. La discussione degli argomenti all’ordine del giorno non va per le lunghe, dal momento che la situazione è chiarissima: nonostante le sollecitazioni in proposito, la presidenza non ha mai fornito i chiarimenti, ripetutamente sollecitati, circa lo stato patrimoniale della società, non ha provveduto a convocare il consiglio ed il collegio sindacale per l’approvazione dei bilanci consuntivi e l’assemblea ordinaria dei soci per l’approvazione dei bilanci 1993-1994-1995, non ha posto in essere le condizioni previste dalla legge per il rinnovo delle cariche sociali. A questo punto, con la sola eccezione di Massimo PRIMUS, tutti i presenti firmano la lettera di dimissioni dai propri incarichi: con l’adozione di questa misura estrema, essi si intendono svincolati da qualsiasi obbligo di sottomissione alle regole dello Statuto sociale ormai caduto in disuso e liberi di intraprendere tutti i passi legali tesi a recuperare alla latteria la sua antica importanza socio-culturale.
Il Presidente, avvertito a mezzo raccomandata delle dimissioni in massa del Direttivo della società, prende atto della situazione e si riserva qualsiasi commento.
Cinque mesi dopo, il 21 aprile 1997, i soci Giovanni EBNER e Alfredo MATIZ ricordano al Presidente che, in base alla legge vigente, le società di fatto, come appunto è la latteria, devono entro il 30 giugno trasformarsi, a scelta: in società semplici, in società in nome collettivo, in Associazioni senza fini di lucro. Non ottemperare alle disposizioni di legge potrebbe comportare responsabilità, anche di rilevanza penale, per gli inadempienti.
Non risulta che la presidenza abbia fornito riscontro alcuno alla suddetta richiesta.
Trascorrono gli anni, la situazione stagna, i ripetuti appelli lanciati dai soci perché finalmente si giunga a qualche risultato concreto di definizione della vicenda cadono mestamente nel vuoto. In paese è tutto un intrecciarsi di opinioni, di dubbi, di domande alle quali non è facile dare una risposta precisa. Le difficoltà in cui si dibatte l’agonizzante latteria finiscono anche sul periodico locale “Asou geats”. In ben due articoli comparsi nel 2003, su due numeri progressivi del giornale, i soci della latteria, dall’alto dei loro diritti di iscritti a titolo oneroso, chiedono ai responsabili dell’ex-Direttivo di conoscere con la massima chiarezza, e senza ulteriori indugi, la situazione finanziaria in cui versa il sodalizio. A nome di tutti, risponde l’ex-consigliere Giovanni EBNER, con una lettera che colpisce per la semplicità accorata della disamina dei fatti e l’amara conclusione finale:
“”…Secondo il mio personale giudizio - esordisce lo scrivente- nessuno si è preso l’iniziativa di spiegare a coloro che non sanno come stanno le cose perché forse non vuole esporsi ad eventuali critiche pensando che è meglio tacere e le cose rimangono insolute. Da parte di tutti noi dovremmo pensare ai sacrifici dei nostri avi che con tanta costanza, senza alcun contributo da parte delle Istituzioni, ma unicamente con il loro sudore e grande volontà sono riusciti a fare quello che oggi noi non siamo in grado di conservare correttamente…”
Segue una breve ed essenziale cronistoria delle vicende della latteria relative agli ultimi anni (elezione componenti del Consiglio nel 1993; richiesta inoltrata nel 1996 al Presidente PRIMUS di convocare, dopo tantissimo tempo, il Consiglio d’Amministrazione; le dimissioni in massa del novembre ’96; l’ultima lettera, del 1997, scritta al Presidente da lui e da Alfredo per decidere quale nuova veste sociale conferire alla latteria: tutte richieste andate eluse dal silenzio del Presidente!), indi EBNER conclude:
“”…Gli anni sono passati, Alfredo è morto e come lui sono deceduti diversi ex-consiglieri: Tullio, Onelio, Vincenzo, Cesarino, Lucio. Io non ho più la forza di lottare, sarebbe quindi opportuno che qualcuno prendesse l’iniziativa di contattare il Presidente PRIMUS per riunire l’Assemblea e trovare la soluzione dei problemi che stanno a cuore ai soci della nostra benemerita latteria….”.
L’appello appassionato di Giovanni EBNER è raccolto, qualche mese più tardi, da tredici soci i quali, in data 29 marzo 2004, scrivono al Presidente PRIMUS una lettera che merita di essere riprodotta integralmente:
“” Egregio Signor Presidente,
i sottoscritti, in qualità di soci della “latteria sociale di Timau s.s.” le inviano la presente per esprimere la seria preoccupazione relativa alle vicende della nostra società. L’assoluta inerzia della sua gestione, nonché l’assenza di notizie e documenti, non ci consentono di conoscere la situazione in cui versa la società. Alcune considerazioni vanno ad esprimere le ragioni della nostra preoccupazione:
- la latteria sociale di Timau è stata ricostituita nel 1963 con un contratto di durata trentennale; pertanto nel 1993 si sarebbe dovuto prorogare il contratto di società, al fine di evitare la messa in liquidazione della società e la distribuzione in beneficenza dei beni della società stessa (come previsto dallo Statuto sociale). Il rinnovo della società è stato deliberato?
-il patrimonio sociale è rappresentato principalmente dall’immobile in cui è situata la latteria e che è condotto in locazione dalle Poste italiane SpA e da una famiglia privata. Non abbiamo notizia riguardanti i predetti contratti (natura, durata, importi).
-nel 1997 alcuni consiglieri Le hanno inviato raccomandata a/r con cui la invitavano a convocare il CdA al fine di procedere alle regolarizzazioni fiscali previste dalla legge 662/96 (art. 3, commi 68-76). Non c’è stata alcuna convocazione e quindi non siamo in grado di sapere se la regolarizzazione (il cui termine ultimo era stato prorogato fino al 28.02.2001) sia stata effettuata.
Come vede, gli elementi di preoccupazione e perplessità sono ben giustificati. C’è il concreto rischio di gravi e forse irreparabili danni al patrimonio sociale. Ogni valutazione, tuttavia, non può prescindere da una analisi dei documenti i Suo possesso e dalle risposte che Lei dovrà fornire.
In ogni caso, non è possibile attendere oltre!
E’ necessario agire prontamente convocando i soci firmatari ed in seguito l’Assemblea per fare il punto della situazione e trovare soluzioni che consentano di uscire da questa situazione di insopportabile stallo.
In assenza di una Sua risposta alla presente, ci vedremo costretti a ricorrere, se del caso, alle Autorità competenti che valuteranno gli eventuali profili di responsabilità civile, penale e amministrativa del Suo “non agire”. La nostra volontà, in ogni caso, è quella di capire la situazione e trovare insieme delle soluzioni.
La invitiamo, pertanto, a contattare per iscritto o telefonicamente, uno dei soci firmatari per decidere modalità e tempi dell’intervento.
Cordiali saluti””
(segue elenco nominativo dei soci promotori dell’iniziativa).
Deve trascorrere più di un anno prima che i soci più irriducibili -Velio, Lauro e Pierantonio-riescano finalmente a portare il Presidente intorno ad un tavolo di discussione. Tra il 28 giugno ed il 27 ottobre del 2005, i quattro convenuti, con la saltuaria assistenza del geometra Eugenio Mentil (che dedicherà non poco del suo tempo, in forma rigorosamente gratuita, al disbrigo di pratiche ed incombenze di sua specifica competenza), si incontrano per ben sei volte. Nel corso degli impegnativi abboccamenti, il Presidente mantiene un atteggiamento molto collaborativo, chiarendo aspetti della sua gestione, dirimendo dubbi ed assicurando che nel breve volgere di qualche settimana consegnerà ai soci i registri della contabilità ordinaria e straordinaria, le pezze giustificative di introiti ed esborsi e qualsiasi altro tipo di documentazione, tra cui le ricevute relative ai canoni di affitto versati dai locatari delle proprietà immobiliari della società. Dall’ultima riunione, quella del 27 ottobre, scaturisce inoltre un’importante novità: si concorda sull’opportunità di trasformare la latteria da società di fatto in cooperativa, per cui sarà al più presto redatto il relativo Statuto che verrà presentato ai soci durante l’ Assemblea di prossimo svolgimento, alla quale sarà invitato anche un notaio perché presenzi all’approvazione dello Statuto ed alla costituzione della prevista cooperativa.
Condizione essenziale per giungere a questo risultato rimane, tuttavia, la necessità che il Presidente consegni al più presto ai soci la documentazione in argomento. Il Presidente garantisce che ciò avverrà in breve tempo.
Circa tre anni dopo i vari Lauro, Velio e Pierantonio possono finalmente entrare in possesso dei documenti relativi alle attività della latteria.
Nel mese del 2008, le “sudate” carte pervengono al notaio perché le studi e ne tragga spunto per configurare un nuovo tipo di Associazione che si discosti decisamente dagli intenti e dall’organizzazione giuridica ed amministrativa della vecchia latteria. In breve tempo, con grande soddisfazione dei soci propugnatori dell’idea, nasce lo Statuto dell’Associazione culturale “Latteria Sociale di Timau” che nei suoi primi tre articoli recita:
“”E’ costituita in Timau (UD), via Maria Plozner Mentil n. 71 un’Associazione culturale denominata “LATTERIA SOCIALE DI TIMAU”.
L’Associazione non adotta alcuna ideologia politica e religiosa e non ha fini di lucro.
L’Associazione si propone lo sviluppo della cultura ed il progresso sociale nel paese di Timau e a questo fine intende promuovere:
il libero dialogo tra soci;
il volontariato sociale con il coinvolgimento diretto di tutti gli abitanti della comunità poiché, per realizzare le attività programmate, l’Associazione si basa esclusivamente sulla collaborazione gratuita (volontariato) dei singoli soci o di eventuali collaboratori esterni animati dagli stessi principî ;
manifestazioni culturali, artistiche e musicali, gite sociali e feste paesane che abbiano come fine lo sviluppo dei rapporti sociali nonché la coesione tra tutti gli abitanti dei paesi sopraccitati;
convegni e conferenze su argomenti di interesse generale oltre che inerenti la storia, la lingua e le tradizioni locali;
la conoscenza della cultura storica, attraverso contatti fra persone, Enti ed Associazioni e attraverso la promozione di attività ricreative per i giovani e i meno giovani della comunità;
la salvaguardia e lo sviluppo del territorio e dei luoghi di interesse storico-ambientale particolarmente significativi.””
Ci fermiamo qui, nella riproduzione del contenuto dello Statuto, perché gli articoli citati ci sembrano i più importanti dei ventisei complessivi, dal momento che annunciano una completa rivoluzione di intenti e contenuti operata dalla nuova Associazione rispetto alle posizioni socio- culturali della vecchia latteria; per di più, non sfugge l’implicito significato della comparsa sulla scena del paese di un’altra dinamica realtà, dopo la rinnovata Pro Loco, cui guardare con attenzione e rispetto. Redatto lo Statuto della neonata Associazione culturale, non resta che indire l’Assemblea di tutti i soci per ratificare l’evento e rinnovare i quadri direttivi ed esecutivi del sodalizio. Sono ancora i…”tre moschettieri” ad occuparsi di organizzare la riunione che si tiene il 20 settembre del corrente anno, alla presenza del Presidente uscente. Espletate le formalità introduttive di rito, si passa all’esame di merito della documentazione relativa alla passata gestione della latteria, indi si procede all’elezione del nuovo Consiglio Direttivo che alla fine risulterà così composto:
Lauro MENTIL presidente, Velio UNFER vicepresidente, consiglieri (in rigoroso ordine alfabetico): Erminio MATIZ, Pierantonio MATIZ, Doriana MENTIL, Ermelinda MENTIL, Massimo PRIMUS, Nicolino PUNTEL, Thomas SILVERIO, Diana SOTTOCORONA e Albano UNFER.
Tra le altre cose, si decide che questo Direttivo rimarrà in carica fino al gennaio del 2009, allorché una nuova Assemblea dei soci deciderà se confermare il Consiglio uscito dalle urne il 20 settembre o modificarne la composizione in tutto o in parte. Nella successiva riunione l’organigramma della latteria è interamente confermato. Nel 2010 i lavori di ristrutturazione di cui abbisognano i locali della latteria non vengono effettuati perché si sarebbe costretti ad impiegare nell’opera l’intera somma disponibile in cassa, mentre quei liquidi servono per pagare alcune spese di gestione, quali l’ICI e le quote assicurative. Per l’effettuazione dei lavori, si spera di rientrare nella concessione dei contributi regionali previsti da una legge ad hoc. A tale scopo, in data 21/11/2011 è stata inoltrata domanda al Servizio regionale di coordinamento delle politiche per la montagna e adesso il Consiglio dell’Associazione incrocia le dita e attende l’esito positivo dell’iniziativa. Nel frattempo, si provvede a tenere pulita e in ordine la latteria e le sue pertinenze, come fa, ad esempio, il vicepresidente del Consiglio che si occupa della pulizia dell’area sottostante l’immobile. Di una cosa siamo sicuri: questi consiglieri hanno le carte in regola per restituire alla latteria l’orgoglio di un tempo. Le loro doti di volontà e capacità sono fuori discussione, così come appare innegabile il desiderio lavorare bene e in fretta perché l’ Associazione appena rinnovata risulti utile, in perfetta armonia d’intenti con le consorelle già operanti in paese, alla diffusione della “timavesità”, ovunque sia possibile farla conoscere ed apprezzare.
Rocco Tedino